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indcon
riflessioni a margine


Diario


29 gennaio 2007

proposta per un manifesto-sfida

Dunque è arrivato il secondo turno di "liberalizzazioni a costo zero". Stavolta pare che toccherà a benzinai, parrucchieri ed edicolanti pagare il conto per consentire il libero accesso a questi mestieri e per dare nuovo business alle catene ipercoop. Come al solito si sentono solfe del tipo "queste cose doveva farle il centrodestra" oppure "liberalizzazioni minuscole sono meglio di niente" e non si coglie il nocciolo del problema. Con questi due decreti Bersani (estate scorsa e adesso) dalla sera alla mattina intere categorie di lavoratori autonomi e piccoli imprenditori sono state due volte danneggiate.

Il primo danno è quello di ritrovarsi una accresciuta concorrenza, e ciò è inevitabile se si vuole consentire il libero accesso ai mestieri.

Il secondo danno, quello che grida vendetta, è la svalutazione patrimoniale dell'attività di queste categorie, quella che è stata frutto di investimenti e che ha un preciso valore in caso di vendita o trasmissione agli eredi.

Cosa dovrebbe fare il centrodestra a fronte di questa offensiva insidiosa di Bersani ?

Per esempio prendere un impegno solenne e preciso per quando tornerà al governo, un impegno che ha il sapore di una sfida e che potrebbe suonare più o meno così:

"cari signori della sinistra, avete voluto fare queste pseudoliberalizzazioni a danno di intere categorie di lavoratori indipendenti, senza nessun risarcimento per il danno patrimoniale e nemmeno un periodo finestra per adeguarsi alla transizione ? Molto bene, quando torneremo al governo manterremo invariate tali "liberalizzazioni" ma ci impegniamo solennemente a risarcire il danno patrimoniale subito da decine (se non centinaia) di migliaia di lavoratori autonomi e piccoli imprenditori"

Qualcuno dirà: e la sostenibilità finanziaria di tele provvedimento ?

Beh, la revoca dei privilegi fiscali alle cooperative darebbe tutta la sostenibilità che serve.

Suona meglio delle infinite diatribe su leadership e partiti unici.

O no ?

 




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2 ottobre 2006

e per fortuna che i redditi mediobassi ............

La cosa più ridicola di questa rapina chiamata finanziaria 2007 è la pretesa di sostenere che i redditi mediobassi pagheranno meno imposta sul reddito.
Dunque vediamo.....

Reddito di 20000 Euro: vecchia aliquota 23%; nuova aliquota 27%

Reddito di 30000 Euro: vecchia aliquota 33%; nuova aliquota 38%

Sarebbero queste le aliquote più basse ?
Questa banda di predoni non si accontenta semplicemente di derubarti; pretende pure di prendere per i fondelli col sorriso in bocca.
Si pone quindi il problema di toglierlo quel sorriso ebete. Dall'attuale centrodestra c'è poco da sperare, anche se qualcuno volesse organizzare una lotta dura in sede parlamentare ci penserebbero i politici "casinisti" a vanificare tutto. Per il cittadino l'unica immediata forma di ritorsione è il collocamento dei proprii risparmi all'estero (molti lo hanno già fatto, altri vorrebbero farlo ma gli manca una adeguata conoscenza giuridica e finanziaria) in attesa che settori politici e della società civile organizzino forme di difesa organizzate.




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13 settembre 2006

mia personale interpretazione degli equilibri del centrodestra

Qualche considerazione sui travagli della Casa delle Libertà e i suoi equilibri interni. A mio parere le controversie su leadership presenti e future sono di per se fuorvianti. Dietro leaders e partiti vi è la dialettica tra diverse "anime" (la somma delle identità culturali, attitudini psicologiche e interessi di bottega) che determinerà il futuro del centrodestra e dell'Italia.

Pertanto espongo una ricostruzione geografica delle anime dell'Universo CdL che serva da chiave di lettura per capirne la dialettica.

Cominciamo dunque con l'elenco (in ordine di simpatia personale):

Liberisti Laici: gruppo poco numeroso formato da singole personalità di Forza Italia (es. Renato Brunetta) e di Alleanza Nazionale e che ha la sua punta di diamante nei Riformatori Liberali di Taradash e DellaVedova. Pur essendo 4 gatti hanno un enorme potenziale di crescita, in particolare se riusciranno a sviluppare oltre al tema delle libertà economiche anche un robusto discorso di "laicità borghese" (ne parlerò in altri posts).

LiberoProtezionisti: è il cosidetto "asse del nord", l'intesa tra Forza Italia e Lega Nord che ha il suo punto di equilibrio in Giulio Tremonti. E' un gruppo forte e ben strutturato destinato a rimanere tale anche in futuro perchè rappresenta al meglio le esigenze della piccola e media impresa di tutta Italia. Deve ancora elaborare bene il suo discorso protezionista per evitare il facile gioco di chi lo distorce strumentalmente.

Autonomisti "sangue e suolo" : ovvero la Lega Nord con la sua specificità; rappresentano un populismo che i poteri forti (e i loro pennivendoli a libro paga) guardano con orrore ma necessario negli equilibri politici italiani ed europei; è vero peraltro che alcuni esponenti leghisti farebbero bene ad assicurarsi di avere lingua e cervello collegati prima di parlare.

Cattolici e Identitari: una vasta area trasversale rappresentata dall'area ciellina di Forza Italia con il supporto intellettuale di Marcello Pera, settori di Alleanza Nazionale, singole personalità dell'UDC (Giovanardi); spesso si aggrega anche la Lega Nord. Nonostante a volte vi sia una eccessiva riverenza verso le gerarchie ecclesiastiche questo gruppo porta avanti idee forti, che al di là della fede religiosa sono indispensabili per frenare alcune delle degenerazioni della società moderna. Anche questo gruppo è destinato a rimanere forte a e autorevole.

Piacioni: questo aggettivo descrive bene Gianfranco Fini e i suoi più stretti sostenitori in Alleanza Nazionale. Fini e i suoi, pur essendo generalmente fedeli alla coalizione e portati al gioco di squadra, soffrono tuttora di un complesso di inferiorità psicologica rispetto all'establishment finanziario ed intellettuale: si avverte da parte loro l'ansia di piacere alla burocrazia di Bruxelles, al Corriere della Sera, alla Fiat, a Maurizio Costanzo o a qualsiasi emerito imbecille che si proclami esponente del mondo della cultura (di sinistra). Da questa attitudine sono uscite fuori iniziative estemporanee e laceranti (voto amministrativo agli immigrati, definizione di fascismo come "male assoluto", etc). Per questo gruppo si pone il problema di diventare adulti.

Destrosocialisti: si identificano con la destra sociale di AN, più qualche cane sciolto di altri partiti. La loro contrarietà ai tagli di spesa pubblica ha causato non poche difficoltà al governo Berlusconi, arrivando in certi casi a sovvertire i programmi del 2001. Va peraltro notato che da questo gruppo emergono personalità forti (es. Francesco Storace) e idee interessanti.

Gruppo spesa pubblica & rigore tecnocratico: il vero cuore di tenebra, l'origine di tutte le conflittualità che hanno minato il centrodestra negli anni di governo e che adesso vanifica ogni tentativo di mandare a casa Prodi e la sua gang. Sono il gruppo dirigente dell'UDC con l'occasionale presenza di Gianni Alemanno. Questo gruppo intende coniugare la spesa pubblica di democristiana memoria con l'aspirazione ad essere portavoce dei grandi poteri finanziari e burocratici, e il tutto viene condito con un pizzico di andreottismo in politica estera. Questo connubio, oltre a farli assomigliare a Margherita e DS, rende impossibile la realizzazione di qualsiasi politica liberista su fisco e burocrazia pubblica. Sono un esercito poco numeroso ma ovviamente la grande stampa li tratta come fossero l'oracolo di Delfi, il che significa che ogni battuta da cabaret di Casini o Follini ci viene quotidianamente presentata come esempio di elevata saggezza.

Questo a mio parere è il quadro attuale del centrodestra. Al prossimo post ulteriori considerazioni.




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11 settembre 2006


salve a tutti

  la voglia di aprire un blog di riflessioni politiche mi è ispirata dallo stato confusionale in cui versa il centrodestra dopo la non-vittoria alle elezioni (difficile parlare di sconfitta avendo di fatto preso il 50% dei voti), e dalla lettura dei blog di Tocqueville.it a cui penso di aggregarmi.
Proprio vedendo gli accesi contrasti fra alcuni bloggers di Tocqueville (che ricalcano in piccolo le difficoltà identitarie della Casa delle Libertà) ci si accorge che spesso sono dovuti a pregiudizi di "cordata" piuttosto che ad un effettivo approfondimento di argomenti in questione. Proprio da qui vorrei partire con le mie riflessioni a margine che man mano arriveranno a coprire l'universo mondo

Zeon




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